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My Best District: tool per calcolare la qualità della vita nelle città

Negli scorsi giorni (dall’1 al 5 Giugno 2016) si è tenuta a Bari la European Maker Week, una settimana dedicata all’innovazione, al mondo dei maker e alla tecnologia. Insieme a tante realtà del territorio e ad Alumni Mathematica abbiamo organizzato diverse attività. In particolare sono stato impegnato come tutor scientifico del tavolo sugli Open Data: gli Open Data, o Dati Aperti, sono dati che vengono rilasciati dalle pubbliche amministrazioni e fruiti liberamente dalla collettività con l’obiettivo di utilizzarli per realizzare prodotti o servizi utili alla cittadinanza. Il rilascio di tali dati consente di utilizzare le informazioni, una volta di solo dominio delle Pubbliche Amministrazioni, da professionisti ed esperti i quali possono analizzarle, fare statistiche e, applicando anche moderne tecniche come Big Data e Machine Learning, tirare fuori altre informazioni e nuova conoscenza. Una sorta di farina allo stato grezzo che chiunque può prendere e far lievitare a seconda di quella che ha in mente.

Al tavolo hanno lavorato insieme persone con background molto differenti: matematici, fisici, informatici ma anche studenti di economia, statistica, psicologia e agraria. Abbiamo messo a fattor comune le competenze di tutti e abbiamo realizzato My Best District (clicca qui per vedere il prototipo).

Adesso vi racconto più nel dettaglio cos’è My Best District e quali tecnologie abbiamo utilizzato per realizzarlo.

Nel frattempo vi anticipo che è stata un’esperienza molto interessante e stimolante. Personalmente ho collaborato soprattutto nella costruzione dell’algoritmo che calcola il punteggio (qui l’articolo con i dettagli dell’algoritmo). Inoltre My Best District è stato così apprezzato che sarà presentato alla Conferenza Internazionale sull’ICT e le Smart Cities che si terrà il prossimo 29-30 Settembre (leggi qui i dettagli di questa notizia).

Inoltre, poiché credo nella ricerca socialmente utile ed eticamente corretta ed essendo fedele al concetto della ricerca Open Source, nella descrizione sottostante troverete TUTTO CIO’ CHE SERVE PER REALIZZARE AUTONOMAMENTE IL TOOL con tutti i collegamenti per scaricare l’algoritmo e i codici realizzati lato front end e back end.

My Best District 

Introduzione

My Best District è una piattaforma web che permette al cittadino scoprire quanto è alta la qualità della vita nelle diverse zone della sua città a seconda delle valutazioni che egli effettua in alcuni ambiti di interesse (ambiente, cultura, sicurezza, servizi al cittadino).

Come accennato prima, My Best District è stato realizzato durante il tavolo di lavoro e progettazione sugli Open Data all’interno della European Maker Week di Bari, iniziativa promossa da alcune giovani realtà baresi e patrocinata dal Comune di Bari. Per 5 giorni aspiranti makers, ricercatori, professionisti e curiosi hanno lavorato insieme a mentor e docenti esperti per realizzare degli output utili alla collettività.

My Best District è dunque il risultato di un lavoro poliedrico. Nel laboratorio sono state discusse problematiche della cittadinanza, sono stati utilizzati gli Open Data del comune di Bari e si è pensato ad My Best District come uno strumento utile in maniera duplice:

  • da un lato il cittadino potrà avere una percezione concreta della qualità della vita nei quartieri della propria città (il risultato è infatti un valore numerico in percentuale -l’IQV, indice di qualità della vita– che rappresenta la qualità della vita in ciascuna zona);
  • da un lato l’Amministrazione potrà capire in che modo migliorare la qualità della vita dei cittadini, in quali ambiti di interesse e in quali zone concentrarsi aumentando le azioni.

Procedura Tecnologica

Il lavoro è stato portato a termine procedendo (anche in maniera parallela) nelle seguenti fasi:

  • sono stati visionati ed analizzati tutti i dataset forniti dal Comune di Bari. Sono stati scelti i Dati Geografici, in modo da poter utilizzarli geolocalizzando gli stessi all’interno di una mappa. Si è svolto un lavoro notevole nel creare un unico database in cui inserire tali informazioni, in alcuni casi riportate in maniere non ottimale e utilizzando coordinate geografiche non omogenee (GIS e LL) che hanno richiesto la riconversione in un unico formato. Nell’ottica della cittadinanza attiva, si realizzerà un documento per l’Assessorato all’Organizzazione e all’Innovazione Tecnologica del Comune di Bari dove analizzare in maniera costruttiva le criticità dei dati forniti dal Comune.
  • Tutti i dati raccolti, una volta normalizzati, sono stati inseriti in un database MongoDB e sono stati opportunamente indicizzati con indici geospaziali. E’ stato realizzato in Java un server HTTP con architettuta REST che espone diverse risorse per manipolare i dati. In particolare è stato realizzato:
    1. un endpoint che restituisce l’elenco dei municipi data una città;
    2. un endpoint che restituisce l’elenco di POI (Points Of Interest) dato un municipio;
    3. un endpoint che restituisce l’IQV data l’importanza dei 4 ambiti sopra citati, l’importanza è espressa con un peso compreso tra 0 e 10.
  • E’ stato costruito un algoritmo matematico per calcolare il punteggio di ciascuna zona. Innanzitutto sono stati evidenziati gli ambiti di interesse da cui partire per calcolare l’IQV. Dopo un’indagine effettuata sulle persone presenti, si è deciso di calcolare l’IQV dando un punteggio da  1 a 10 alle seguenti variabili: Ambiente, Cultura, Servizi al Cittadino e Salute. Utilizzando una tecnica di classificazione, si è dato un peso a ciascun database per ognuna delle variabili, ottenendo così una griglia pesata di 10 righe (dataset) e 4 colonne (variabili). Per rendere attendibili i risultati, ed evitare pesi sproporzionati che condizionassero il risultato dell’utente, si sono introdotte regole di uniformità e consistenza a cui la griglia è stata sottoposta e che ha rispettato.
  • Al fine di visualizzare i dati elaborati si è costruita un’applicazione web sfruttando il framework AngularJS per gestire in modo dinamico le interazioni dell’utente e la visualizzazione dei risultati. Inoltre sono state utilizzate le mappe di Google per delineare i municipi sulla mappa nella zona barese. Il layout è stato realizzato con Bootstrap per al fine di rendere l’applicazione responsive, infatti è fruibile da sistemi desktop, da tablet e da smartphone.

Conclusioni (e codici sorgente)

Il lavoro realizzato è fortemente scalabile, nel senso che è possibile utilizzare gli algoritmi realizzati partendo dai dati del Comune di Bari anche in altri comuni e in altre zone geografiche. My Best District verrà ulteriormente implementato per consentire la memorizzazione delle informazioni raccolte dai singoli cittadini e così generare nuovi dati che verranno riutilizzati per rendere sempre più performante l’algoritmo.
L’originalità di My Best District sta nell’essere riuscito a semplificare un processo molto complesso come può essere quello di decretare la qualità della vita di una zona, riuscendo a raggruppare le informazioni in macrocategorie che quindi hanno facilitato la raccolta dei dati, di fornire all’utente un’interfaccia intuitiva e semplice da utilizzare e, infine, aver riassunto il risultato in un unico indice sintetizzando così l’output ad un unico valore che dà quindi una percezione concreta ed immediata del risultato.

Come promesso vi dò accesso ai codici sorgente che abbiamo creato per realizzare My Best District. Trovate tutto qui e qui.

Approfitto per ringraziare Pierpaolo Basile e Giuseppe Santoro per aver collaborato con me a dare forma a questo prototipo, tutti i partecipanti al tavolo di lavoro e tutti gli amici delle altre realtà coinvolte che hanno reso piacevolissimo lo stare insieme.

#ImproveTheWorld

Ecco lo screenshoot di My Best District

Ecco lo screenshoot di My Best District

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